Cosa Vedere

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CENTRO STORICO DI CASTELVETRO

Il Centro Storico di Castelvetro o Castello era anticamente circondato da mura, di cui si possono ancora ammirare i resti nella parte sud-est e sud-ovest. A ridosso di questi ultimi si scorge l’Oratorio di S. Antonio da Padova che, recentemente restaurato, è stato eretto nel XVII secolo per volere della famiglia Rangoni. Poco distante dall’Oratorio, all’interno del cortile della Biblioteca, il MusA – Museo dell’Assurdo, contiene una bella collezione di opere di arte contemporanea, visibili sia all’interno che all’esterno.

Al termine di Via Cialdini troviamo di fronte a noi la Torre delle Prigioni, a pianta quadrangolare, che, dopo i recenti restauri, è stata riportata, soprattutto all’interno, ai suoi caratteri originali. Nel locale d’ingresso è posta una botola, che immette nel sottostante interrato, da dove si dice che un cunicolo conducesse fuori dal castello. Per giungere al piano superiore, dove si trovano le prigioni, occorre salire una ripida scala ad un’unica rampa ed un’angusta scala elicoidale. Interessanti sono i “graffiti” ancora oggi visibili sulle pareti della cella. Dall’ampia stanza al terzo piano, dotata di quattro finestre, una per ogni lato, è possibile ammirare il bel panorama circostante.

Il vero cuore del Centro Storico è rappresentato da Piazza Roma, sulla quale si affacciano la Torre delle Prigioni, il Palazzo Comunale e la Torre dell’Orologio che, a pianta quadrata, rappresenta quanto rimane delle fortificazioni del lato est. Sulla parete sud è posta una meridiana e, su tutti i lati, vi è un orologio dal quale la Torre prende il proprio nome.

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La grande piazza panoramica fu costruita tra il 1934 e il 1935, ulteriori lavori di sistemazione eseguiti negli anni ’70 le hanno dato l’aspetto attuale, caratterizzato da una pavimentazione in cotto con al centro una scacchiera dove, ad anni alterni, viene disputato il gioco della Dama Vivente, esibizione facente parte della manifestazione Il Cinquecento a Castelvetro.

Quest’ultima, insieme alla Festa a Castello, ricorda il soggiorno in questa zona del celebre poeta e letterato Torquato Tasso, giovane studente in fuga da Bologna, ospitato nel 1564 a Palazzo Rangoni che raggiungiamo, centro del feudo, residenza signorile e palazzo di rappresentanza. Al Tasso è dedicata un’iscrizione sulla facciata e una sala al piano nobile in cui sono conservati quattro dipinti.

A testimonianza dell’antico splendore, all’interno del Palazzo restano intatti i soffitti mirabilmente decorati, forse dagli Scacceri, nel XVI secolo. Al primo piano trova spazio l’affascinante mostra di abiti in stile Rinascimentale, realizzati con grande perizia a cura dell’Associazione Dama Vivente, mentre al secondo piano è collocata l’Acetaia Comunale. In prossimità del Piazzale della Chiesa dei Santissimi Senesio e Teopompo è possibile degustare un buon bicchiere di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro presso l’Enoteca Regionale.

IL CASTELLO DI LEVIZZANO RANGONE E
L’ORATORIO SAN MICHELE

Le prime notizie certe del Castello di Levizzano, eretto come baluardo difensivo contro gli Ungari, sono contenute in un documento datato 890. Nel 1038, il vescovo di Modena lo concesse al marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa. A partire dal XII secolo il complesso fortificato fu restaurato ed ampliato.

Risalgono al Cinquecento le Stanze dei Vescovi al pianterreno, il cui soffitto presenta affreschi degni di nota. Stemmi di famiglia ornano il soffitto a cassettoni, insieme con fregi e figure allegoriche. Nella fascia alta delle pareti sono affrescate scene di ambiente cavalleresco, bozzetti d’argomento amoroso, momenti di caccia, ma anche paesaggi rurali con piccoli villaggi e castelli che richiamano i luoghi circostanti.

A breve distanza dal Castello di Levizzano, su quella Via Tiberia anticamente percorsa dai pellegrini, raggiungiamo l’Oratorio di San Michele situato in una splendida posizione panoramica. Probabilmente risalente al XII secolo, rappresenta un vero e proprio gioiello dell’Arte Romanica. La struttura attuale, recentemente restaurata, mantiene l’antica pianta rettangolare, la decorazione della facciata principale, a ovest, ed una porta secondaria nella facciata sud.

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Castello di Levizzano con veduta del borgo

 

Due serie di quattro archetti pensili finemente scolpiti si dipartono, ai lati del portale della facciata principale, con tre archivolti a strombo. Nella porta del lato meridionale, invece, è conservato quasi completamente l’archivolto adorno di un bel fregio a palmette. Gli unici ornamenti ora presenti all’interno dell’edificio sono gli affreschi del Trecento, nei quali sono riconoscibili alcune figure di santi: San Giacomo Apostolo, con il bastone di pellegrino, la veste verde spento e il manto rosso, la Maddalena, con i lunghi capelli biondi che le coprono completamente il corpo, San Giovanni Battista, vestito di pelli, Sant’Antonio Abate, con tonaca e mantello scuri.

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Vista dall’alto del centro storico di Castelvetro 

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